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La Commemorazione

Con gioia e molta trepidazione ho accolto l’invito di Sua Eccellenza Mons. Vescovo a preparare e pronunciare parole di commemorazione su Mons. Giuseppe Pullano, ultimo vescovo defunto della nostra diocesi di Patti, nella ricorrenza del centenario della sua nascita.
Mi sono interrogato perché sia stato chiesto a me questo servizio e non avendo trovato motivazioni decisive e convincenti ho rivolto altrove la mia attenzione ritenendo che tali motivazioni si trovino nella mente e nel cuore di Dio.
In occasione della ricorrenza del XXV della dedicazione del nuovo Santuario di Tindari è stata pubblicata una raccolta di “memorie, riflessioni e testimonianze” a più voci, curata da don Basilio Scalisi.[1]
Ad essa rimando per notizie più ampie e documentate. A questa io stesso attingo per una essenziale, opportuna e doverosa scheda biografica.
Mons. Giuseppe Pullano nasce a Pentone, in provincia di Catanzaro, l’11 luglio
1907. A undici anni entra nel Seminario diocesano di Catanzaro per gli studi ginnasiali e, alla fine del corso di ginnasio, in quello regionale S. Pio X, sempre nella stessa città, per gli studi filosofici e teologici.
Il 3 agosto 1930 è ordinato sacerdote e subito, dopo appena un mese, è chiamato a reggere, come Rettore il Seminario di Squillace.
Nel 1937 è chiamato a reggere, come arciprete, la parrocchia di Gimigliano e, nello stesso periodo, è anche Rettore del Santuario di Porto, dedicato alla Vergine Santa.
Il 22 aprile 1953 viene nominato dal Papa Pio XII vescovo titolare di Uzali e coadiutore sedi datus della sede vescovile di Patti.
Il 29 giugno 1953 è consacrato vescovo nella chiesa dell’Immacolata in Catanzaro.
Il 29 agosto successivo fa il suo ingresso in diocesi. Il 2 marzo 1955 è nominato amministratore apostolico sede plena della diocesi di Patti e, dopo due anni, il 2 agosto 1957 vescovo residenziale della sede di Patti, succedendo così a mons. Angelo Ficarra. Il 29 settembre dello stesso anno prende possesso canonico della sede vescovile ed inizia la sua attività pastorale della quale, in questo contesto, non faccio memoria, rimandando alla suddetta pubblicazione.
La giornata terrena di Mons. Pullano si conclude improvvisamente mercoledì 30 novembre
1977 in Sant’Elia di Catanzaro dove si era recato per una commemorazione religiosa.
Il mio contributo di oggi non prende in considerazione quanto è già stato ampiamente detto su Mons. Pullano, ma si snoda nell’ambito della testimonianza: non frutto di ricerche documentarie di attività ufficiali verificabili, ma di esperienze personali che mi hanno direttamente coinvolto.
Sono gesti semplici, ordinari, non ufficiali che rivelano in maniera più vera il cuore di una persona.
Ricordo, piccolo chierichetto della cattedrale di Patti, venivo spesso chiamato da Mons. Pullano per servirgli
la Santa Messa che lui celebrava nella cappellina del palazzo vescovile. Alla fine mi invitava a sedere con lui per fare colazione. Poi tornavo a casa pieno di gioia e sempre emozionato.
Rileggendo ora quel gesto mi sembra di poter cogliere l’attenzione del divino Agricoltore che si prende cura di un piccolo tralcio della vera Vite, perché porti frutto… e gli è andata bene.
Durante gli anni di seminario lo vedevo puntualmente nella sua stanzetta ad ascoltare privatamente e singolarmente i seminaristi, piccoli e grandi, spendendo così parte del suo tempo.
I seminaristi erano sempre al centro delle sue attenzioni: era solito chiamarli “pupilla dei miei occhi”.
Queste attenzioni mi suggeriscono ora i gesti del buon Pastore che conosce le sue pecore, le chiama per nome e di ciascuna si prende cura conducendole ad una ad una.
E’ rimasto stampato nella mia memoria quanto è avvenuto una sera quando, entrato nella cappella del seminario durante la benedizione eucaristica, è stato capace di emozionarsi per un trillo dell’organo che accompagnava un canto alla Madonna e di vibrare con esso: espressione di un cuore sensibile e semplice. Le parole del canto suonavano così: “Quanto sei bella, o Madre mia, dolce Maria, stella del mar…” e qui il trillo.
Non potrò mai dimenticare il giorno della mia ordinazione sacerdotale: era l’8 dicembre 1975. Insieme con me sono stati ordinati don Basilio Scalisi, don Salvatore Lollo e don Gaetano Vicario.
Nel pomeriggio, nella cattedrale di Patti, mia parrocchia di origine, era fissata la mia prima Messa. Sul soglio episcopale trovo Mons. Pullano che, spontaneamente, aveva messo nel suo programma di essere presente a quel momento di gioia.
Non mi era nemmeno passato per la mente di chiedere tanto, non immaginavo che ciò potesse accadere.
Un gesto che, guardato da ora, manifesta l’attenzione di un padre che vuole esserci quando il figlio fa i suoi primi passi e assicurargli la sua presenza costante lungo il cammino intrapreso, infondendo coraggio e sicurezza.
Ho voluto ricordare alcuni episodi della mia esperienza con Mons. Pullano con l’intento di  cogliere e far cogliere, attraverso piccoli e semplici gesti, la sua sensibilità umana che si esalta in quei rapporti non guidati dalla ufficialità né dalla necessità istituzionale.
I gesti umani spesso esprimono molto di più di quanto vi sia nelle intenzioni di chi li compie proprio come, se mi è lecito osare un’analogia, le divine Scritture che crescono con colui che le legge.
Sono consapevole che non è cosa facile sondare il cuore dell’uomo. Esso è immerso nel mistero grande e insondabile di Dio: d’altronde l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio ed è partecipe del suo Mistero che si comprende gradatamente e man mano che ci si lascia avvolgere da esso e risucchiare negli interni più reconditi, ma senza mai riuscire a comprenderlo appieno.
Bisogna saper scendere per le vie del cuore umano, guidati dalla luce di Dio, fino a raggiungere le profondità più nascoste: è là che si trovano le perle più preziose.
 

                                                                                                       Don Giuseppe Gaglio


[1] SCALISI Basilio, a cura di, Mons. Giuseppe Pullano Vescovo di Patti (1957-1977), in  Documenti e ricerche di Storia religiosa. Diocesi di Patti, 7, Patti 2005.