Benvenuti nel sito ufficiale del Santuario della Madonna del TIndari

Indirizzi del Santuario Orario delle Celebrazioni liturgiche *Orario di apertura e chiusura del Santuario *Visita al SantuarioAntico Eventi  home

ll Nuovo  Santuario  

Il Vecchio Santuario

Preghiere alla Madonna del Tindari

Il Santo Rosario

Restauro della statua 

 Il Periodico "La   Madonna  del Tindari"

Le Sorelle  Speranzine 

Le Speranzine propongono

Radio Tindari

Bar del Pellegrino 

Per inviare Offerte al Santuario 

La Casa della Vita

La storia e  la leggenda                

L'antica Tyndaris

Norme per la celebrazione dei matrimoni

Indulgenze da lucrare al Santuario

indulgenza plenaria perpetua

indulgenze per l'Anno Sacerdotale

  Dal Cuore dei Padri   

                                          

               

In questa città «fu dunque mandato da Dio l'angelo Gabriele».

A chi? «Ad una vergine promessa ad un uomo di nome Giuseppe».

Chi è questa Vergine tanto degna di venerazione da essere salutata da un angelo, e tanto umile da essere stata promessa ad un artigiano?

E' bella questa unione di verginità e di umiltà, e a Dio è molto cara quell'anima in cui l'umiltà rende preziosa la verginità e la verginità rende bella l'umiltà.

Tu senti parlare di una ragazza al contempo vergine e umile: se non puoi imitare la verginità dell'umile, imita l'umiltà della vergine.

La verginità è una virtù degna di lode, ma l'umiltà è più necessaria.

Quella viene consigliata, questa è richiesta.

A quella sei invitato, a questa obbligato.

Di quella si dice: «Chi può intendere intenda»;

e di questa: «Se uno non diventerà come questo bambino, non entrerà nel regno dei cieli».

Perciò quella è premiata, questa - l'umiltà - è esigita.

Puoi salvarti senza la verginità, non lo puoi senza l'umiltà.

L'umiltà può piacere quando piange la verginità perduta;

ma senza umiltà, oso dire che a Dio non sarebbe piaciuta neppure la verginità di Maria.

«Su chi riposerà il mio Spirito, egli dice, se non sopra chi è umile e inerme?»

Sopra chi è umile - ha  detto -, non sopra chi è vergine.

Se Maria non fosse umile, lo Spirito Santo non avrebbe riposato su di lei.

Se non avesse riposato su di lei, non l'avrebbe fecondata.

E' perciò evidente, che, perché concepisse dallo Spirito Santo,

Dio «guardò l'umiltà della sua serva» come ella stessa disse, piuttosto che la sua verginità.

E se piacque per la sua verginità, tuttavia la Vergine ha concepito per la sua umiltà.

Si deve concludere: è l'umiltà senza dubbio ad aver reso possibile

che anche la verginità piacesse a Dio.

 

(Sant’Agostino di Ippona, In laudibus Virginis Matris)

 

Home