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L’

ordinazione di un nuovo sacerdote è un evento straordinario di grazia, in quanto esprime la sollecitudine di Dio che non si dimentica del suo popolo e gli invia dei pastori secondo il suo cuore; al contempo, costituisce un sempre rinnovato motivo di meraviglia nel constatare il misterioso incontro – tipico di ogni vocazione – tra la libertà dell’uomo e la scelta preveniente di Dio.

Sabato 6 luglio la nostra Chiesa Diocesana di Patti ha rivissuto tutto questo con gioia grande e viva trepidazione quando, sotto lo sguardo di Maria Santissima del Tindari, Sua Eccellenza Mons. Ignazio Zambito ha ordinato sacerdote il Diacono Angelo Parisi, originario della parrocchia Santa Lucia in Mistretta. Nella sua omelia il Vescovo ha sottolineato fortemente il valore cristologico ed ecclesiale di tale celebrazione: il sacerdozio, infatti, per sua stessa natura dice riferimento a Cristo unico e Sommo Sacerdote; nello stesso tempo è per volontà divina, parte costitutiva della Chiesa e in essa trova il luogo fondamentale in cui nasce e si esercita. Il sacerdote non esiste se non per il servizio di Dio nella Chiesa: da qui il forte invito rivolto a Don Angelo dal Vescovo a non essere «solo o abbandonato al suo destino», dal momento che deve sentirsi parte viva della Chiesa Corpo Mistico il cui Capo è Cristo.

Il sacerdote, dunque, è con la Chiesa ed è con Cristo: tra questi due poli di riferimento egli può muoversi sicuro trovando il senso del suo ministero pastorale e riscoprendo ogni giorno il valore della donazione della sua vita; se al contrario si isola da Cristo e dalla Chiesa, va incontro solo al fallimento. Questo messaggio consegnato dal Vescovo alla Comunità Diocesana – in quanto chiamata a stimare, far nascere e custodire la vocazione al sacerdozio ministeriale – è stato poi approfondito dallo stesso rito di ordinazione, in cui le formule e i gesti liturgici hanno molto contribuito a far comprendere il dono del sacerdozio. Anzitutto, dopo l’appello, Don Angelo ha manifestato la volontà di assumere gli impegni propri della missione sacerdotale (annunzio del Vangelo, celebrazione dei Sacramenti, preghiera assidua e conformazione a Cristo) e ha fatto promessa di fedeltà alla Chiesa nelle mani del Vescovo. Quindi, la Schola Cantorum intonava la Litania dei Santi prostrandosi completamente a terra ha espresso la sua disponibilità totale al Signore e ai fratelli.

Momento centrale dell’ordinazione è stata l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione con cui il Vescovo, successore degli Apostoli, ha rinnovato su Don Angelo «l’effusione dello Spirito di santità», consacrandolo sacerdote in eterno. Gli altri sacerdoti presenti, imponendo a loro volta le mani sul capo dell’ordinando e scambiando poi con lui l’abbraccio di pace hanno manifestato l’unità di tutto l’ordine sacerdotale nel dono dello Spirito Santo fatto da Cristo agli Apostoli e, attraverso di loro alla Chiesa di tutti i tempi.

«Fedele dispensatore dei santi misteri per l’edificazione del Regno» di Dio: ecco cos’è divenuto Don Angelo giorno 6 luglio. Questo grande dono ci spinge a pregare il Signore per lui, affinché gli conceda di adempiere con amore e gratitudine il suo ministero; e a supplicare il Buon Pastore per la nostra Diocesi, affinché molti altri giovani possano scegliere di seguire Cristo nel servizio della Chiesa. A tutti noi il compito di incoraggiare con serietà e accompagnare con benevolenza quanti sentono nel cuore il desiderio di darsi per il bene di tutti.

 

Don Emanuele Di Santo