Benvenuti nel sito ufficiale del Santuario della Madonna del TIndari

Indirizzi del Santuario Orario delle Celebrazioni liturgiche *Orario di apertura e chiusura del Santuario *Visita al SantuarioAntico Eventi  home

ll Nuovo  Santuario  

Il Vecchio Santuario

Preghiere alla Madonna del Tindari

Il Santo Rosario

Restauro della statua 

 Il Periodico "La   Madonna  del Tindari"

Le Sorelle  Speranzine 

Le Speranzine propongono

Radio Tindari

Bar del Pellegrino 

Per inviare Offerte al Santuario 

La Casa della Vita

La storia e  la leggenda                

L'antica Tyndaris

Norme per la celebrazione dei matrimoni

Indulgenze da lucrare al Santuario

indulgenza plenaria perpetua

indulgenze per l'Anno Sacerdotale

Liturgia                            

   

 

 

 In continuità con il numero precedente, nel quale abbiamo presentato il formulario della Messa che celebra Maria “nella Risurrezione del Signore”, in questo numero prenderemo in esame i testi del Messale Mariano che celebra la presenza di Maria nel Cenacolo.

 

       Dalla testimonianza di At 1,14: «Tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù», scaturisce la particolare sottolineatura mariana del mistero della Pentecoste. Le letture proposte pongono l'accento sull'ascolto e sull'attuazione della Parola (Lc 8,19-21) in forza del dono dello «Spirito santo che scenderà... e... sarete testimoni» (At 1,6-14): l'esempio rimane sempre Maria proclamata «beata» perché custodiva «la parola di Dio meditandola nel... cuore» (C V).

Accanto a questa mensa della Parola, i testi eucologici offrono nuove e complementari accentuazioni tendenti a evidenziare il tipo di presenza e il ruolo della Vergine nel Cenacolo.

Maria appare soprattutto come la depositaria dei doni dello Spirito santo: quello Spirito che ha agito in lei fin dall'inizio del mistero dell'incarnazione, ritorna su di lei come dono del Padre anche quando è «orante con gli Apostoli nel Cenacolo» (Co), dopo aver invocato «con intense suppliche lo Spirito promesso» (Pr).

La disponibilità della Vergine di fronte all'azione dello Spirito in lei diventa per la Chiesa di ogni tempo un esempio dai numerosi risvolti:

 -          «la Madre di Gesù, unita agli Apostoli in preghiera unanime» (Pr), è anzitutto un esempio di concordia e di preghiera: da quel momento si può affermare che la Chiesa è là dove sono riuniti i fratelli insieme con Maria;

 -          ma l'esempio della preghiera è accentuato dalla dimensione di perseveranza: come Maria ha atteso trepidante il compimento della Pasqua del Figlio nell'attesa del dono dello Spirito, così la Chiesa animata da quello stesso Spirito «vigile nell'orazione... attende vegliando il secondo avvento del Signore» (Pr);

-          come la docilità allo Spirito ha portato Maria ad essere strumento essenziale nell'opera della salvezza, così la Chiesa trova nell'ascoltare «docilmente la voce dello Spirito» (So) il segreto «per portare al mondo... il lieto annunzio della salvezza» (Co); per portare a compimento nei singoli il progetto salvifico del Padre, per la cui realizzazione «Cristo... si è offerto vittima di redenzione» (Dc);

-      la presenza di Maria «al sorgere del nuovo Israele» pone in evidenza ancora la sua esemplarità in rapporto alla Parola: come in lei «adombrata dalla... potenza» dell'Altissimo (Pr) la Parola si è fatta carne, così dalla prima Pentecoste fino alla parusia la Parola continuerà ad essere incarnata nella comunità dei fedeli, chiamati a «portare al mondo... il lieto annunzio della salvezza» (Co), in modo da trasformare quasi in un ideale cenacolo l'intera famiglia umana.

 L'insieme del formulario pone, dunque, di fronte alla comunità orante un'accentuazione della presenza e del ruolo della Vergine agli inizi della Chiesa e lungo le alterne vicende del suo esodo in attesa del «secondo avvento del Signore» (Pr).

 

Don Antonino Carcione

 

Home