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La Festa della Madonna
del Tindari 2002
Forse non tutti sanno che la solennità della Madonna del Tindari
l’otto settembre, corrisponde nel calendario della Chiesa alla festa del
Natale di Maria. Tale data, strettamente connessa a quella dell’Immacolato
Concepimento della Vergine l’otto dicembre, anticipa per certi versi il Natale
di Gesù. Maria, infatti, nasce per dare alla luce il Figlio di Dio; la sua
esistenza è talmente congiunta a quella di Cristo che anche la sua nascita
diventa una preparazione dell’Incarnazione del Verbo. Nel celebrare Maria, la
Chiesa contempla, così, l’arrivo di un’era nuova, il compimento della
pienezza del tempo auroralmente inaugurato dal Natale della Vergine. L’antica tradizione
tindaritana, saldando la festa della Nascita di Maria con quella della locale
solennità della Madonna bruna, ha forse voluto conferire a questa ricorrenza un
tono specifico. La fede, infatti, contempla in Maria nascente la mistica aurora
che precede il Sole di giustizia, parimenti l’esigua comunità cristiana di
Tindari, ha salutato l’arrivo fortuito dell’icona mariana, come l’inizio
di una nuova fioritura della fede nelle sue contrade, già funestate da
incursioni di infedeli e calamità naturali. Festeggiando Maria nel dì della
sua nascita, i cristiani d’allora hanno certamente celebrato la rinascita
della loro comunità, che grazie alla Vergine, riprendeva vigore, come al tempo
in cui era persino governata da un suo Vescovo e costituita in Chiesa locale. L
’annuale festa della Madonna
del Tindari racchiude, dunque, la ricchezza di questi elementi d’ordine
storico; infatti, dopo qualche secolo dalla ripresa del culto mariano sul colle
del Tindari, venne canonicamente eretta a sede vescovile la vicina città di
Patti. L’arrivo di Maria ha, così, predisposto e forse anche motivato la
rinascita della Chiesa diocesana, allo stesso modo in cui la fede di Maria ha
anticipato la vita della Chiesa, costituita da Cristo sul Calvario e nella
Pentecoste.
In tal senso,
la solennità della Madonna di Tindari può considerarsi come una annuale
rinascita, un periodo di rinnovamento per le popolazioni che da diverse parti
della Sicilia e d’Italia, accorrono presso la bruna Madonnina. Benché tale
ricorrenza cada alle porte dell’autunno, essa costituisce, invece, una nuova
primavera per il credente che con fede si accosta a Cristo per mezzo di Maria.
Ogni anno, infatti, pur se cambiano i tempi, le forme e le persone, rimane
centrale nella festa mariana, un elemento Non si tratta certo di fare
l’elogio di una stanza, fornita recentemente di nuove e più adatte sedi per
l’ascolto delle confessioni, ma di contemplare il mistero della misericordia
divina che raggiunge i suoi figli, facendoli rinascere a vita nuova, dando loro
speranza, ricompensandoli di fiducia, proprio nella casa e nella festa di Colei
che nascendo ha reso possibile l’inaugurazione dei tempi nuovi.
Il tempo a Tindari è sempre
nuovo: nei volti di quanti si avvicendano presso il trono della Madonna; nel
proposito di chi si ritorna a casa col desiderio di una sincera conversione; nel
gesto di gratitudine di chi ha scoperto una vocazione, individuato un cammino,
intravisto una svolta; nel canto di chi è stato esaudito; nelle lacrime di chi
ancora anela e sospira. Il tempo a Tindari è sempre nuovo ma pare fermarsi nei
dì della festa, allorché il pellegrino, dopo un itinerario faticoso, giunge a
fissare i propri occhi sul volto dolce, austero e sereno della Vergine bruna;
qui il tempo si interrompe, perché inizia il dialogo, lo sfogo, la preghiera,
la contemplazione. Tindari è come il Tabor: chi ne guadagna la vetta, non vuol
più lasciarlo.
Ma ogni festa
a Tindari ha un suo colore originale, non è mai uguale a se stessa, benché
alcune forme ne costituiscano ormai i pilastri principali. Uno di essi è,
infatti, la celebrazione dei sette martedì che sin dal 23 luglio, in Santuario
e nelle Parrocchie, stabiliscono una forma di pellegrinaggio spirituale verso
Maria. Tale preparazione remota è anche accompagnata dall’iniziativa
dell’Estate Mariana che lungo tutto il periodo estivo raduna ogni sera diversi
gruppi di pellegrini e di residenti nel giardino dell’Immacolata per un
momento di preghiera e di meditazione con Maria. Infine, la novena alla Madonna,
predicata quest’anno dal giovane Don Emanuele Di Santo dal 30 agosto al 7
settembre, contribuisce a preparare i devoti della Madonna alla celebrazione
fruttuosa della sua Natività, offrendo per nove giorni un tempo di riflessione
e preghiera. Un pellegrinaggio ormai
abituale, è quello dei Sacerdoti della Diocesi di Patti, celebrato quest’anno
il 30 agosto. Promosso ed istituito dal nostro Vescovo, Mons. Ignazio Zambito,
esso è divenuto l’annuale appuntamento, grazie al quale i Presbiteri, alla
presenza di Maria, inaugurano l’anno pastorale, affidando alla prima Credente,
ogni loro iniziativa ed attività, per l’annuncio del Regno di Dio e il
servizio della fede.
Infine, i due
giorni consacrati alla festa di Maria, il sette e l’otto settembre, hanno
visto, come ogni anno, una lunga teoria di pellegrini accorsi al Santuario per
venerare la Vergine bruna e seguirla in processione, la sera della vigilia,
dalla piazza della Casa della Vita ove il nostro
E come ogni anno, la festa
giunge a conclusione, ma la luce di Maria non cessa di brillare nella Chiesa. A
Lei, concludendo, affidiamo i suoi devoti e tutti i lettori del nostro
Bollettino sparsi nel mondo, perché la luce della loro fede risplenda davanti
agli uomini e sia resa gloria al Padre che è nei cieli. Don Ciro Versaci
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