Giornata
della Vita Consacrata
Il
2 febbraio di ogni anno, si celebra la Giornata
della Vita Consacrata, voluta dal Papa Giovanni
Paolo II, perché il popolo di Dio possa ripensare
alla sua presenza, conoscerla meglio ed apprezzarla.
In
ogni tempo, specialmente nei momenti difficili,
la Vita Consacrata è una benedizione per la vita degli
uomini
e per la stessa vita ecclesiale. Con un’immagine di
Bonhoeffer, riportata in un volume di Don Tonino Bello, Parabole,
che così cita: «Voi
religiosi nel concerto a più voci della Chiesa, siete chiamati a cantare il cantus
firmus, che è la linea melodica portante»,
possiamo riconoscere alla Vita Consacrata la missione di “tenere alto
il tono” nella Chiesa e nel mondo.
Mons. Pio Vittorio Vigo, Delegato dalla Conferenza
Episcopale Siciliana per la
Vita Consacrata, nel suo messaggio di quest’anno, ci invita a riflettere sul suo
valore misterioso ed inestimabile. Egli, infatti, afferma: «Essa è un fermento di “regno di cielo” che
porta alla Chiesa e al mondo la benedizione divina.
Essa è un bene talmente grande che vale la pena “lasciare
tutto” per seguire il Signore che chiama».
Anche noi, consacrate e consacrati, che il disegno di Dio ha
posto nella Diocesi di Patti, abbiamo “lasciato tutto” per seguire il Signore che ci ha
chiamati e, domenica 3 febbraio 2008, abbiamo accolto gioiosamente l’invito di ritrovarci a Tindari, assieme al
nostro Vescovo Mons. Ignazio Zambito, per celebrare la XII Giornata Mondiale della Vita Consacrata.
Dopo l’accoglienza presso il salone delle Sorelle
Speranzine, è seguito un momento di preghiera guidato dal nostro Vescovo ed arricchito dalla Sua parola,
che ha reso ancora più prezioso il nostro incontro.
Il Vescovo Ignazio ha manifestato la gioia di essere presente
alla Giornata della Vita Consacrata, in quanto è un’occasione per esprimere ai
religiosi, a nome della Chiesa, la stima e la gratitudine per il dono che essi
sono, per il dono della loro preghiera e per il dono del loro
servizio.
Sua Eccellenza, attraverso la sua riflessione ed il salmo 73, definito il
“salmo
del cuore” perché ritorna
spesso la parola “cuore”,
ci ha guidato nel “Santuario”, il luogo dell’incontro con Dio, per ascoltare la Sua Voce. In questa giornata, il luogo
dell’incontro è stato il Santuario del Tindari, ma il “Santuario” è
la nostra cappella, è il nostro cuore! «La roccia del mio cuore è
Dio, è Dio la mia sorte per sempre» (Sal
73, 26), è dall’incontro
dell’anima consacrata nel “Santuario” che nasce il dialogo col
Signore e quello che sperimentiamo col Signore, è la base della nostra
testimonianza, «per narrare tutte le tue opere presso le porte della città
di Sion» (Sal
73, 28).
Le parole del Vescovo Ignazio e gli auguri, affinché la
nostra vita sia testimonianza dell’essere totalmente del Signore, hanno riscaldato il nostro “cuore” donando
forza e coraggio, affinché il nostro cammino di consacrati manifesti ed annunci la luce che
scaturisce dalla croce, la gloria futura, la gioia di essere del Signore, oggi, in questo tempo e di esserlo per
sempre, perché la Sua Resurrezione è la nostra certezza, è la nostra speranza! Il Vescovo, a
conclusione della sua riflessione, ha consegnato ai rappresentanti di ogni Congregazione Religiosa, un cartoncino
con la preghiera a “Maria, stella della speranza”, che insieme abbiamo recitato.
L’oggetto della nostra Speranza coincide con il contenuto
della nostra fede, la nostra Speranza è Gesù Cristo, noi siamo chiamati ad essere dispensatori di
Speranza, ed è la forza della vita religiosa che ci chiama a comunicare la Speranza. La Giornata della Vita
Consacrata è continuata con la presentazione e la riflessione sull’Enciclica del Santo Padre Benedetto
XVI “Spe Salvi”, a cura di Don Salvatore Fragapane e Don Emanuele Di Santo.
Amare, Sperare, Credere, sono le parole centrali dell’Enciclica
“Spe Salvi” e caratterizzano il nostro essere cristiani. Sono doni infusi da Dio e dicono la nostra
unione alla SS. Trinità e, anche, la nostra risposta a Dio. L’attuale crisi della fede è, soprattutto,
una crisi della Speranza. Il Papa sviluppa il rapporto tra fede e speranza e mette in evidenza che il
contenuto centrale della virtù della Speranza è la Vita Eterna. Nella Speranza siamo stati salvati! La
Speranza è lo sguardo con cui il cristiano legge la sua vita futura, spera solo chi è in cammino, chi ha una
meta. Non ci può essere vera Speranza se non c’è fede in Cristo: è Lui che può condurre l’uomo alla
Speranza, perché Lui è nato, ha sofferto, facendoci vedere la vita in cui siamo e, con la Resurrezione, ci ha
fatto vedere quello che saremo. La Vita Eterna è immergersi nell’amore di Dio, sperare in Dio, e
Dio ci chiama a comunicare la Speranza, dobbiamo preoccuparci non solo della nostra salvezza personale, ma di
quella comunitaria!
Come vivere la Speranza? Attraverso la preghiera, dilatando
il nostro cuore per accogliere quello che Dio vuole donarci; attraverso la sofferenza vissuta per
amore di Cristo; attraverso la realtà del giudizio, quando Dio ristabilirà la giustizia e donerà la
grazia. Con la Lettera agli Ebrei, Don Emanuele ha concluso, affermando che il nostro cammino può essere
paragonato ad un viaggio e, durante questo viaggio, Cristo è la nostra
àncora.
La Giornata della Vita Consacrata, è terminata con la
Celebrazione Eucaristica, presieduta da Sua Ecc. Mons. Ignazio Zambito e la rinnovazione della
Professione Religiosa. Insieme, uniti in Cristo nostra Speranza, abbiamo ringraziato il Signore, per la ricchezza
spirituale che ci ha donato nel corso della Giornata, per le parole illuminate che ci sono state rivolte,
per la “Speranza” che è stata posta nel nostro “cuore”, per la gioia della condivisione, per il dono
della Vita Consacrata.
Sr. Marialuisa Pultrone