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Maria, donna “eucaristica”

 

Per realizzare il “programma” del terzo millennio, per la contemplazione del volto eucaristico di Cristo, Giovanni Paolo II invita a mettersi in particolare alla scuola di Maria (62).

Per questo motivo al rapporto tra l’Eucarestia e Maria, definita donna “eucaristica”, è dedicato tutto il sesto capitolo dell’Ecclesia de Eucharistia.

Già nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae il Papa, integrando la preghiera del Rosario con alcuni misteri della vita pubblica di Gesù (misteri della luce), ci ha invitato a guardare con gli occhi contemplativi di Maria l’istituzione dell’Eucarestia (53).

La Vergine santa non era presente all’Ultima Cena quando il suo Figlio istituiva l’Eucarestia affidandola agli apostoli; sicuramente però Ella avrà preso parte alle “frazioni del pane” delle prime comunità cristiane (At 2,42), essendo unita agli apostoli assidui nella preghiera (At 1,14).

  Ma è alla luce dell’atteggiamento interiore di Maria che si può delineare un legame profondo con l’Eucarestia. Il Papa a questo proposito individua alcuni elementi che proponiamo alla riflessione dei lettori.

1.      L’Eucarestia è un mistero grande; come ritiene san Tommaso d’Aquino, nell’inno Adoro te devote, la nostra intelligenza e i nostri sensi non arrivano a percepire la realtà divina che si nasconde dietro i veli del pane e del vino. Nonostante questa incapacità naturale noi professiamo la nostra fede nell’Eucarestia perché siamo fondati sulla parola di Gesù, sulla testimonianza del Testimone verace, che ha detto: “Questo è il mio corpo” (Lc 22,19); non vi è parola più vera di Colui che ha detto: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo” (Gv 6,51), e ha corroborato le sue parole con dei miracoli quale la moltiplicazione dei pani (Mc 8,1-8).

Pertanto la Vergine Maria, Colei che ha aderito pienamente alla parola di Dio tanto da rispondere all’Angelo: “avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38), si presenta come la nostra guida nell’adesione a questo grande mistero, ci invita ad abbandonarci alle parole del suo Figlio. Le parole che Ella ha pronunciato a Cana: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5) ci invitano ad ascoltare e adempiere il comando eucaristico: “Fate questo in memoria di me” (1Cor 11,24) (54).

2.      All’annuncio dell’Angelo, Maria ha accolto nel suo seno il Corpo del Signore esercitando in tal modo la fede eucaristica e anticipando così in certa misura quello che ogni credente realizza ogni qual volta riceve santamente la comunione. L’amen che il fedele pronuncia accostandosi al sacramento è pertanto analogico al fiat che Maria ha pronunciato all’Angelo Gabriele. Analogico significa che è simile, ma solo in parte, poiché Maria ha ricevuto fisicamente quello che noi riceviamo solo sacramentalmente (55).

3.      Nel mistero della Visitazione (Lc 1,39-45) la Vergine santa ha portato nel suo grembo il Signore Gesù che, invisibile, si è concesso tramite la Madre all’adorazione di Elisabetta; Maria è così il primo tabernacolo della storia (55).

4.      Lo sguardo rapito di Maria che contempla tra le sue braccia il bambino Gesù, è il modello di amore a cui il fedele deve tendere ogni qual volta riceve la santa comunione (55).

5.      Maria ci guida a scoprire il valore sacrificale dell’Eucarestia. Quando Ella, dopo la resurrezione, ascoltava dalla bocca degli apostoli le parole pronunciate dal suo Figlio la notte del tradimento: “Questo è il mio corpo dato per voi” (Lc 22,19), la sua mente e il suo cuore ricordavano e avvertivano tutti i dolori provati nella sua vita accanto a Gesù, dalla profezia di Simeone che le aveva preannunciato una spada (Lc 2,34-35) al supplizio della Croce presso la quale stava dolente (Gv 19,25) (56).

6.      In quanto Madre della Chiesa, Maria è presente in ogni celebrazione eucaristica. La Santa Messa infatti ci fa rivivere tutto il mistero della Croce, anche la consegna del discepolo alla Madre e della Madre al discepolo (Gv 19,26-27). Celebrando i Santi Misteri allora noi riceviamo continuamente Maria come nostra Madre in modo da conformarci alla sua intensa partecipazione al sacrificio della Croce (57).

7.      Con il Magnificat Maria loda il Padre Celeste per Gesù, ma anche in Gesù e con Gesù dato che lo porta nel suo grembo. Il Magnificat pertanto è un canto che ci aiuta a vivere pienamente l’Eucarestia come lode e ringraziamento al Padre celeste nello Spirito Santo per Cristo, con Cristo e in Cristo (58).

 

Sac. Pietro Pizzuto