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Come ogni anno la festa della Madonna del Tindari è sempre un momento tanto atteso e un'espressione di filiale devozione da parte dei pellegrini che, come sempre, accorrono numerosissimi in Santuario. Per gran parte dei fedeli la partecipazione alla processione costituisce il momento culminante dell’annuale esperienza di pellegrinaggio. Chi partecipa alla festa della Madonna sperimenta la vicinanza amorevole e materna di Maria Santissima, pronta sempre ad accogliere le preghiera dei suoi figli e delle sue figlie che a lei ricorrono confidenti.
Si
potrebbe quindi dire che l’espressione «Venite
figli, io sono la madre», che troviamo nel pronao del Santuario, nei giorni
della festa, più che una semplice frase scritta risulta piuttosto una
esperienza assai concreta che coinvolge in profondità quanti si lasciano
raggiungere dall'esortazione, tanto antica e sempre nuova, rivolta dalla Madre
del Signore ai servi delle nozze di Cana: «fate
tutto quello che Lui vi dirà» (Gv 2,5). E così chi ricorre con fiducia
alla Vergine Santa scopre di essere accolto con affetto e premura, e nello
stesso tempo maternamente esortato a volgere lo sguardo a Gesù «il
frutto benedetto» del Suo seno. La solenne
processione è sempre un momento fortemente comunitario e aggregativo che
permette ai pellegrini che accorrono di manifestare assieme tutto l'amore e la
devozione alla bruna Madonnina del Tindari. Da tre anni l’itinerario
processionale ha inizio dalla “Casa della vita” e si snoda fino al
Santuario. E’ davvero commovente la partecipazione composta di tanta gente che
accorre a Tindari portando nel cuore una pena, un’apprensione, una speranza.
Molti sono, poi, quelli che, con le lacrime agli occhi, ritornano per
ringraziare la Vergine per una grazia ricevuta. Mettere per iscritto le
sensazioni che si provano nel vedere queste scene è impresa assai ardua e quasi
impossibile. Quest’anno, durante la
processione,
seguendo i testi di un sussidio appositamente predisposto, si è avuta la
possibilità di riflettere, attraverso delle brevi soste, sulle virtù teologali
della fede, della speranza e della carità, indispensabili sostegni nel
pellegrinaggio della nostra vita. In un mondo dove spesso si assiste ad una vera e propria «overdose di superfluo» accompagnata, purtroppo, da una conseguenziale «carestia di essenziale», il Santuario è il luogo dove ci viene ricordata la dimensione «peregrinante» della nostra vita e dove veniamo esortati a verificare il tasso di fedeltà dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni con la volontà di Dio. Dal nostro
Santuario, posto in alto, La Redazione |