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“Quale gioia quando mi dissero andremo alla casa del Signore e ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme”. (Salmo 122) Con
queste parole, cariche di profonda trepidazione, il pellegrino esprime il suo
stupore e la sua commozione alla vista di Gerusalemme, meta del suo cammino e,
fermandosi di fronte ad essa, esplode in un inno di gioia affermando che “a
Gerusalemme salgono insieme le tribù del Signore per lodare il nome del
Signore”.
Essi
giorno 30 Agosto, sfidando il caldo estivo e la distanza chilometrica, dai paesi
ubicati in marina e da quelli inerpicati sui colli si sono riuniti insieme al
nostro Vescovo per celebrare il tradizionale pellegrinaggio annuo ed affidare
alla Beata Vergine Maria la fatica di un nuovo anno sociale in procinto di
inizio. Tuttavia, la gioia e la commozione, tipica del pellegrino, quest’anno
si è arricchita di una nuova motivazione. Mons. Zambito, infatti, ha presieduto
I Presbiteri presenti hanno partecipato a questo momento accogliendo nella famiglia presbiterale come confratello don Davide. Nel rito di Ordinazione, infatti, alcuni segni altamente significativi esprimono in maniera chiara che un Prete non è una “pedina” sola o isolata ma è un uomo che vive il suo ministero in comunione e in collaborazione con il Vescovo e con gli altri suoi confratelli della Diocesi. Il primo di questi segni è l’imposizione delle mani. Il Vescovo, infatti, impone le mani sul capo dell’Ordinando per trasmettere il dono dello Spirito Santo; dopo di lui anche gli altri Preti ripetono lo stesso segno. Il secondo è l’abbraccio di pace con il Vescovo e con i confratelli Presbiteri che non è una semplice occasione per fare gli auguri ma l’espressione dell’accoglienza nella famiglia del presbiterio; in altre parole è il segno del “benvenuto tra noi” . L’Ordinazione Presbiterale inoltre è un momento molto significativo per tutta la comunità ecclesiale diocesana e il Santuario di Tindari in maniera eccelsa esprime la “diocesanità” dell’evento. Tindari da anni ormai è diventato il luogo in cui i battezzati della Chiesa di Patti si riuniscono per celebrare i momenti più importanti della loro vita; in questo luogo, infatti, confluiscono persone da tutte le parti della Diocesi. Come, meglio di così, esprimere la partecipazione di tutti all’evento? Come meglio di così manifestare l’immagine della Chiesa Diocesana che genera un nuovo Ministro? Il Prete diocesano, per sua natura, è un uomo donato alla Chiesa universale che opera in un particolare territorio; la sua vita è al servizio di tutti ma maggiormente dei fratelli di un determinato luogo. Egli non lavora per interessi personali ne per il prestigio di se stesso o della sua famiglia ma solo ed esclusivamente per essere a totale servizio della Chiesa; la nostra comunità diocesana riunita a Tindari in occasione della Ordinazione di Don Davide ha espresso proprio questo. Anche
la presenza della Vergine Maria è motivo di profonda gioia per tutti. Il
novello Presbitero, alla fine della Celebrazione, proprio a lei ha affidato il
Ministero che è chiamato a svolgere. Alla sua intercessione noi vogliamo
affidare la nostra preghiera affinché come lei ha saputo vivere in comunione
con il Figlio suo e dopo la risurrezione in comunione con gli Apostoli anche Calogero Tascone
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