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L’esecuzione di alcune melodie sbocciate dal cuore di credenti che hanno saputo dare culto a Dio realizzando dei veri e propri capolavori di musica sacra, ha reso possibile una edificante esperienza di preghiera, quasi una sorta di vera e propria meditazione spirituale accompagnata dal suono dell’organo. Nello stesso tempo l’esperienza dei “Vespri d’organo” ha consentito di poter ribadire due dati di fatto storicamente incontrovertibili:
Qualcuno
ha scritto che l’interesse per l’organo dovrebbe uscire “dall’àmbito delle sagrestie parrocchiali”, ovverosia avere
una dimensione laica. È evidente che si tratta non solo di una interpretazione
errata della storia di questo strumento, ma anche di un pericolo per il suo
futuro che è legato alla sua interconnessione con il servizio liturgico, realtà
vivente in movimento e perciò stesso stimolante. L’alternativa sarebbe il
confinamento dell’organo in una artificiale e ripetitiva dimensione museale.
La frase riportata sopra sarebbe, tuttavia, paradossalmente perfetta qualora
fosse intesa come la si intende per i sacerdoti celebranti che, escono, sì,
dall’“àmbito delle sagrestie”, ma per andare verso l’altare e
immergersi completamente nel sacro.
Siamo molto grati al M° Consapevoli che l’arte è ancella della liturgia e il talento musicale è al servizio dell’assemblea orante, i Vespri d'Organo sono stati seguiti come un momento un vero e proprio momento di preghiera. Ciò ha permesso di creare un clima di vero e proprio religioso silenzio che ha dato spazio al plauso interiore che la musica, soprattutto se magistralmente eseguita, sa provocare. Ci auguriamo vivamente che questa iniziativa possa avere un prosieguo per il futuro dal momento che si è più che convinti che il suono dell'organo nel contesto celebrativo oltre a sostenere il canto unanime dei fedeli è anche espressione di quel cantico nuovo che sarà veramente tale se all'accordo degli strumenti e delle voci si unirà la santità della vita. Canteremo bene se vivremo bene nella chiave della divina volontà e nell'armonia della carità fraterna. Don
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