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Il bollettino di fine anno ai devoti della Madonna di Tindari, col dono del calendario, porta lo sprone a riflettere sul tempo e la connessa corte d’infiniti altri preziosi doni.

È come se proprio lei, la Santa Madre del Signore, dicesse: gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo (Sal 89,10).

Fine della parola di Dio, però, è sempre, la vita e mai lo sconforto, l’impegno e mai il piagnisteo rinunciatario,la ricerca della luce della volontà di Dio e mai la rassegnazione sconfortata, inerte e sterile.

Pure quando provoca a riflettere sul tempo.

Questo, il tempo, è breve ma prezioso perché in esso prende forma l’amore di Dio che, in Gesù Cristo, ci ha benedetto e scelto, fin da prima della creazione del mondo, e predestinato a essere suoi figli adottivi.

Sempre nel tempo, Dio ci dà in Cristo la remissione dei peccati e ci fa conoscere il suo benefico progetto, da realizzare nella pienezza dei tempi, e che consiste nel ricapitolare tutte le cose in Cristo perché siamo a lode della sua gloria noi che nel Battesimo, secondo le antiche promesse, abbiamo ricevuto il suggello dello Spirito Santo (Cf Ef 1).

Dono di Dio e contenitore d’innumerevoli altri doni, il tempo è affidato alla nostra diligente responsabilità che è avvantaggiata dall’ammonimento che invito i lettori ad accogliere come esso pure presentato da Maria Santissima Madre di Gesù e nostra: se oggi ascoltate la sua voce non indurite il cuore (Sal 94,8).

Più che un ammonimento, un augurio che faccio mio e accompagno con la mia benedizione.

Ignazio Zambito, Vescovo

vescovo@diocesipatti.it