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Nel Concilio Vaticano II i Vescovi di tutto il mondo, riuniti in assise plenaria, affermarono che “al di là di tutto ciò che muta stanno realtà immutabili; esse trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli” (Costituzione Gaudium et spes, n. 10). La celebrazione annuale in onore della Madonna del Tindari sembra costituire proprio un’applicazione di quest’affermazione.

Pur in mezzo a tanti mutamenti culturali e religiosi, permangono immutati, infatti, l’amore e la devozione che il popolo cristiano tributa alla Vergine Maria, percependone la presenza materna nel suo Santuario. Le folle di pellegrini che giungono a Tindari a costo di grandi sacrifici, dopo aver camminato attraverso le montagne anche per quindici/sedici ore; i moltissimi fedeli che, da ogni parte della Sicilia e oltre, vengono qui per ritrovare la pace con Dio o per chiedere una grazia,

attestano – con la loro stessa presenza – che tutto ciò che vi si svolge in onore di Maria SS. non è semplice folklore.

Come ogni anno, la festa della Madonna è stata preparata con attenzione e amore, cercando di coinvolgere non solo quanti abitualmente frequentano il Santuario, ma anche i molti che tornano a casa per le ferie: fin dal 24 luglio ogni martedì è stata offerta un’occasione di riflessione con la celebrazione dei “Sette martedì” in onore della Madonna; dal 15 agosto, ogni sera, un gruppetto di fedeli, talora accompagnato da numerose rappresentanze di alcune Parrocchie viciniori, si è riunito nella villetta dell’Immacolata per celebrare il Rosario; dal 29 agosto, infine, si è svolta la Novena, predicata da Don Enzo Smriglio. Accanto a questi momenti abituali si sono aggiunti degli eventi “speciali”, dei pellegrinaggi “di settore” – potremmo dire – che da alcuni anni vengono organizzati nei giorni immediatamente precedenti la festa.

Venerdì 31 agosto si sono radunati al Santuario tutti i sacerdoti della Diocesi di Patti per porre sotto lo sguardo di Maria SS. la ripresa delle attività del nuovo anno pastorale: ispirandosi a Lei, la Chiesa comprende e attualizza la sua funzione materna, a servizio della crescita della fede dell’intero popolo di Dio.

Domenica 2 settembre è stata la volta degli ammalati che, in diverse centinaia, provenienti da tutta la Diocesi, sono giunti al Santuario per affidarsi alla costante protezione della Madre di Dio. Nella giornata trascorsa a Tindari, grazie all’avveduta preparazione curata dalla Consulta Diocesana guidata da Don Benedetto Mancuso e all’opera prestata dai numerosi volontari, gli ammalati hanno potuto sperimentare la gioia di stare insieme e la forza della condivisione nell’amore, capace di lenire anche il dolore. Particolarmente toccanti i momenti della Celebrazione eucaristica, presieduta dal nostro Vescovo, Mons. Ignazio Zambito, e la Benedizione Eucaristica pomeridiana: in Gesù, donato ancora una volta per le mani di Maria e della Chiesa, ogni fratello infermo ha potuto trovare il senso del dono della propria vita anche nella sofferenza.

Le celebrazioni in onore della Madonna sono culminate, come da tradizione, nella solenne processione della sera del 7 settembre e nel Pontificale del giorno 8, presieduto quest’anno da Mons. Giovanni Marra, Arcivescovo emerito di Messina, durante il quale il Comune di Ficarra ha offerto alla Madonna la lampada votiva per tutto l’anno in corso. In questi due giorni un gran pullulare di gente dà una nota del tutto particolare alla vita di Tindari, facendo sperimentare che la festa in onore della Vergine è davvero un’espressione singolare della fede di un intero popolo.

Incamminarsi verso Maria SS., radunarsi attorno al suo simulacro, invocarla con acclamazioni o in silenzio, sciogliere un voto o formulare un serio proposito di cambiamento di vita, non sono che molteplici manifestazioni di un unico sentimento accomunante le migliaia di persone che giungono sul colle tindaritano in quest’occasione, come in tanti altri giorni dell’anno. Per tutti la Madonna è realmente vicina con la sua preghiera materna e il suo esempio di fede; per molti, che accolgono anche il suo invito a conversione, rappresenta il tramite concreto per accogliere di nuovo il suo Figlio Gesù Cristo, annunziato e donato dalla Chiesa.

Don Emanuele Di Santo