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L’Unitalsi è in festa per i suoi primi cento anni di esistenza.

Fondata, infatti, nel 1903 da Giovanni Battista Tomassi al ritorno finalmente sereno di un disperato viaggio a Lourdes, l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) è un’associazione di fedeli che in forza della loro fede e del loro particolare carisma di carità si propongono di migliorare la vita spirituale dei propri aderenti e di promuovere un’azione di apostolato verso e con gli ammalati ed i disabili.

Da allora molto è cambiato tranne forse lo spirito che anima i partecipanti ai pellegrinaggi organizzati dall’associazione. E poi si è registrato, naturalmente, un incremento notevole. Dagli 8 ammalati, accompagnati da 2 assistenti del primo pellegrinaggio si è passati ad una cifra complessiva registrata nel 2000 pari a 88.684 persone, di cui 21.345 ammalati, 31.971 assistenti e 35.368 pellegrini.

«Cifre cospicue, notevoli, che anche solo enunciarle, lasciano immaginare tutta la somma di particolari tecnici ed organizzativi, di problemi economici e logistici, che non possono essere tradotti in numeri, soprattutto lasciano intuire quale fioritura di opere buone, di sacrifici, di squisiti atti di carità, quale onda di preghiera e di meriti si nasconda e si moltiplichi e si esalti in occasione di questi treni-ammalati, ogni qualvolta essi riprendono il loro itinerario di fede e di speranza» (Paolo VI).

Come abbiamo già detto, particolarità dell’associazione è organizzare pellegrinaggi (i “famosi” Treni Bianchi) a Lourdes ma anche a Fatima, Loreto, ed altri santuari mariani.

Sin da piccolo sono stato sempre istintivamente affascinato dal “Treno Bianco”: che bel segno di fede nella Madonna e nell’uomo!

Così, dopo aver completato gli studi e finito il servizio civile e, non avendo più “scuse” a disposizione, ho contattato la Sottosezione di Patti dell’Unitalsi ed ho cominciato questa bella esperienza di vita. E così, nel 1991 ho cominciato con un pellegrinaggio a Lourdes questa unica e particolare esperienza di vita che poi ho continuato ogni anno. Ringrazio il Signore per aver avuto la possibilità di conoscere una nuova “famiglia” che ha un carisma specifico e da cui ho imparato tante cose. Quanti genitori, figli, sposi, parenti totalmente dedicati ai propri ammalati! E questo potrebbe essere considerato normale. Ma anche quanti “fratelli” e “sorelle” impegnati nel servizio, quanti volti sorridenti e mani operose, quanti rosari sgranati da mani ruvide ed impacciate ma nello stesso tempo “spontanee”.

Certo, come in ogni famiglia ci sono momenti di gioia e di sofferenza, di festa e di lacrime, di accordi e disaccordi… resta, però la sostanza di un impegno concreto di servizio che ha, per quanto mi riguarda principalmente, l’unico limite di non poter/voler essere vissuto durante tutto l’anno nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, di studio, nelle parrocchie….

Con la speranza di convertire veramente la nostra vita in esperienza di servizio quotidiano invito tutti coloro che sentono questa particolare “chiamata” ad avvicinarsi alla nostra associazione che a livello diocesano si preoccupa di organizzare anche pellegrinaggi a Siracusa e giornate con gli ammalati a Tindari o in alcune parrocchie dove già esiste un gruppo di volontari e ammalati.

Salvino Franchina

 

Così come ha già sottolineato Salvino l’esperienza del “Treno Bianco” è semplicemente eccezionale! Il mio primo viaggio come sorella dell’UNITALSI è stato nel 1999 continuando poi nei due anni successivi. Ho scelto di fare questa “bella” esperienza, perché sono stata incoraggiata da Salvino, che al ritorno da ogni suo viaggio con gli occhi che gli brillavano di gioia, mi raccontava le meraviglie del “luogo“, il sorriso degli ammalati e la bellezza della fede che, se vissuta in pienezza, è segno di disponibilità, accoglienza e rispetto. Così ho cominciato anch’io questo bel “viaggio” che spero di poter fare annualmente. Da un paio di anni non è stato possibile farlo perché abbiamo avuto la gioia di avere il nostro Giuseppe, che già dal mio grembo ha manifestato le sue prime esigenze. Spero tanto negli anni avvenire di coinvolgere in questo stupendo “iter unitalsiano” il nostro piccolo e meraviglioso tesoro (e forse qualche altro).

Vi auguro di poter fare anche voi questo cammino di fede davvero speciale!!!

Luisa e…Giuseppe