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Sono sicuro che i lettori del Bollettino della Madonna di Tindari riconoscono le parole della Tuttasanta Madre del Signore poste in testa a questa pagina.

Le riporta l’apostolo Giovanni nel capitolo secondo del suo vangelo al centro della narrazione del primo segno operato da Gesù a Cana di Galilea, durante un pranzo nuziale.

Maria, la Madre, non resta indifferente nella prospettiva della figuraccia che gli sposi potrebbero fare se il pranzo al quale partecipa con il figlio e coi discepoli, dovesse essere non del tutto soddisfacente per penuria di vivande e allora.., allora che cosa può fare se non richiamare l’attenzione di Gesù?

A Gesù che, sulle prime, sembra non volere intervenire, Maria risponde consigliando agli inservienti di fare quello che Gesù dirà di fare.

Segue il miracolo che ascoltiamo nell’immediatezza del racconto di Giovanni. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. Gesù disse loro: ‘Riempite d’acqua le giare’; le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: ‘Ora attingete e portatene al maestro di tavola’. Ed essi gliene portarono.

Com’ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: ‘Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono’. La semplicità del racconto non ce ne faccia sottovalutare la portata.

Il miracolo è il primo di una serie di segni’ con i quali Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui’. Non intendo qui andare oltre nella spiegazione della dolce pagina evangelica e mi metto di­nanzi ad un punto di domanda: cosa significa concretamente ‘fate quello che egli vi dirà’ per noi, oggi, qui? Se Gesù fosse visibilmente qui cosa direbbe a noi di fare?

Abbozzo una risposta.

Spero con tutta la forza della mia fede e prego perché Gesù mai e poi mai mi ponga tra quelli di cui ‘non si fidava lui che conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli che sapeva quello che c’è in ogni uomo’ (Gv 2).

Ed ecco che cosa ci direbbe Gesù:

— Beati quelli che sono gioiosamente liberi perché poveri in spirito, gli afflitti, i miti, perché erediteranno la terra, quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati, i misericordiosi, i puri di cuore perché vedranno Dio, gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio, i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli e beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia’ (Cfr Mt 5, 2-11).

— Sapete che agli antichi fu insegnato:

Non uccidere, e chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio; Non commettere adulterio; Non spergiurare; Occhio per occhio e dente per dente; Amerai il tuo prossimo ed odierai il tuo nemico; Quel che io insegno è altro e chi mi avrà ascoltato sarà giudicato perdente ma sarà mio discepolo, membro della mia chiesa e, con me, pietra di una civiltà nuova.

Ecco cosa ti dico di fare:

Tra voi di uccidere manco si deve parlare; tra voi pure l’ira e la parola sconveniente vanno eliminate; Adulterio è già lo sguardo cattivo; E dite sì, quando è sì; no, quando è no perché è del diavolo quanto non è lealtà, semplicità e trasparenza; Non opponetevi al malvagio; Voi non avrete nemici mentre vi qualifica miei l’amare chi vi fa del male. La vicinanza della festa dell’8 settembre ci aiuti ad immaginare la Madonna che ci dice ‘fate quello che egli vi dirà’. L’ascolto concretamente fattivo della parola del Signore spalancherà la nostra vita alla partecipazione dell’eterna festa del Padre che con la forza del Santo Spirito ci interpella, orienta e plasma.

Con la mia benedizione.

+ Ignazio Zambito, Vescovo

vescovo@diocesipatti.it