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Maria nostra compagna   nella peregrinazione nella fede

         

              L’otto settembre per Tindari è ‘la’ festa.

Festa legata, tra l’altro, ai molti pellegrinaggi che, anche da lontano muovono devoti verso la Casa della Madonna nera ma Bella. Da un po’ d’anni a questi pellegrinaggi si sono aggiunti, verso fine agosto quello degli ammalati e quello del sacerdote della diocesi di Patti. Quest’anno poi dal primo al sei settembre ha avuto luogo un altro pellegrinaggio non verso la Madonna ma della Madonna, con tappe che ne hanno portato l’immagine alla Cattedrale di Patti e nelle frazioni di Gallo, Madoro e Scala. La sera del sette la tradizionale processione, muovendo dalla Casa della Vita, è pervenuta al Santuario nella tarda serata.

In tutte le tappe, i fedeli sono accorsi numerosi e devoti (come dimenticare i buoni fedeli delle contrade? E come non riandare alla veglia di preghiera che, in Cattedrale ha visto protagonisti i giovani?) e la Vergine Madre del Signore ha fedelmente adempiuto la sua missione di sempre: chiamare al Divino Figlio, additare Lui via retta alla Verità, alla Bontà, invitare a fare quello che Egli dirà (Gv 2,5),  ad andare in fetta dove urge la necessità dei fratelli, dove sono discepoli da animare alla unanimità e alla costanza nella preghiera, dove è vitale riattizzare la speranza che il dolore sembra seppellire.

Il pellegrinaggio come metafora della vita è tema ovvio e fortemente biblico.

Il  pellegrinaggio verso la Madonna e il suo santuario è ovvio.

Meno naturale è invece considerare la Madonna nostra compagna di pellegrinaggio, abituati come siamo a considerare a Vergine ‘alta più che creatura’ e a dimenticare che il Vangelo più volte di Lei ci attesta che non comprendeva quello che accadeva attorno al Figlio e che, piena di stupore, si raccoglieva in silenziosa meditazione.

E’ il Concilio a ricordarci che la Madonna ‘avanzò nella peregrinazione della fede” (LG 58).

Credere è fidarsi di Dio ed amarlo.

Credere è camminare alla sua presenza perché, se forza del pellegrinaggio è la fede, sua meta è il Volto del Signore.

Credere è atteggiamento che afferra, interessa e penetra tutta la persona impegnandone criteri, attività, comportamento, ispirazione.

Credere è firmare un assegno in bianco a Dio.

Credere è aderire a Dio in quanto Dio e non peri doni avuti o sperati.

Maria esprime la sua fede riconoscendosi ‘serva’ del Signore, “Eccomi, sono la serva del Signore” (Lc 1,38) e, dichiarandosi coerentemente disponibile ad essere teatro dell’attività di Dio qualunque essa sia “avvenga di me che hai detto” (ivi).

Questo è la fede per la Madre del Signore, Maria di Nazaret.

Questo ha da essere la fede per noi che, suoi figli, la invochiamo Vergine fedele, Aiuto dei cristiani, Madre del buon consiglio, Modello e compagna del pellegrinaggio che, partendo da Dio Amore Fedele e Onnipotente ci porta alla contemplazione del suo Volto se, durante il pellegrinaggio, avremo cura costante di fermarci procurandoci tempi di silenzio, stare in silenzio davanti al Signore per motivare, nella preghiera, la speranza in lui e per gustare, agendo secondo i comandamenti di Dio, sapendo che Egli è Dio (cfr Sal 36 e 45).

                                                                                                                      

+ Ignazio Zambito, Vescovo

E-mail: vescovo@diocesipatti.it