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     In stretta continuità con il mistero della prima comunità riunita nel cenacolo si pone il presente formulario che contempla Maria «regina degli Apostoli e prima missionaria del Vangelo» (Pr), colei che illumina, sostiene e accompagna tutti coloro che dalla prima pentecoste fino al ritorno ultimo del Signore annunciano il mistero della redenzione.

     Il primo quadro di riferimento è offerto dalle letture: il vangelo invita il discepolo, l'apostolo di ogni tempo, a rivolgere lo sguardo a Maria (Gv 19,25-27: «Ecco la tua Madre!»); la prima lettura presenta ancora il cenacolo dove i presenti «erano assidui e concordi nella preghiera con Maria, la madre di Gesù».

     Il secondo e complementare quadro di riferimento è offerto dall'eucologia, in particolare dall'embolismo prefaziale. La Chiesa vede anzitutto in Maria la «prima missionaria del Vangelo» quando, portando «in grembo il Figlio dell'eterno Padre» (Ac) e guidata dallo Spirito, «si mise in cammino per portare a Giovanni il Cristo», perché quell'incontro fosse per Giovanni «sorgente di santificazione e di gioia» (Pr). In secondo luogo, l'atteggiamento di Pietro e degli altri apostoli che, mossi dallo stesso Spirito, annunciano il Vangelo «per la salvezza e la vita di tutte le genti» (Pr).

     I due momenti salvifici costituiscono un esempio per la Chiesa chiamata a continuare nel tempo la missione della Vergine, del Battista e degli Apostoli.

     Se da una parte emerge ancora il ruolo della Vergine che «suscita nuovi araldi» del        Vangelo, che «li sprona con l'esempio, li infiamma con il suo amore, li sostiene con la preghiera incessante» (Pr), dall'altra è particolarmente sottolineata la sua esemplarità. Come Maria infatti anche il fedele si sente spinto:

 

-        a «diffondere in parole e opere la gloria del... nome» di Dio (Co): far conoscere, cioè, il progetto salvifico del Padre;

 

-        a collaborare a tale progetto, in modo che la «Chiesa cresca per il numero dei fedeli e risplenda per nuovi frutti di santità e di grazia» (So);

 

-        ad annunziare «in ogni parte della terra il Cristo redentore» (Pr) per contribuire efficacemente all'edificazione del regno di Dio.

     Con questa prospettiva tipicamente missionaria si chiude così il mistero della Pasqua-Pentecoste, dove la sottolineatura della presenza e del ruolo della Vergine al tempo dell'avvenimento pone in evidenza la sua presenza e il suo ruolo ogni volta che la Chiesa celebra il memoriale perché sia evento di salvezza.

Conclusione

     Con i formulari della Raccolta anche questo periodo liturgico, che ogni comunità ecclesiale vive con grande intensità, acquista una connotazione mariana cui prima, forse, non si prestava attenzione. Superata pertanto l'incertezza di un uso indiscriminato della Raccolta, rimane la certezza che i vari formulari costituiscono una pagina sapienziale preziosa per educare il popolo di Dio a vivere, con Maria, i momenti centrali del mistero dell'alleanza tra Dio e l'umanità.

     Attraverso la Quaresima, il Triduo e il tempo di Pasqua l'esemplarità della Vergine s'impone quasi come un prezioso criterio ermeneutico per rivivere in forma ancora più piena e totale il cammino dell'esodo nello Spirito.

     Gli stessi accenni che troviamo nelle due Benedizioni solenni di questo periodo aiutano a vedere con maggior completezza l'insieme del cammino di passione del Figlio «a cui si associò la Madre addolorata» fino «al vertice dell'amore crocifisso».  Un cammino però che, pur ripercorso ogni anno, è già illuminato dal mistero della risurrezione - attuato in Cristo e promesso ad ogni fedele - come dono supremo di quello Spirito che, ora, nel tempo, purifica e rinnova il cuore di ogni uomo.

 

Don Antonino Carcione