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alla scuola di Maria donna eucaristica
un
rapporto da ricomprendere Solo
dall’Eucaristia profondamente conosciuta, amata e vissuta si può
attendere quell’unità nella verità e nella carità voluta da Cristo e
propugnata dal Concilio Vaticano II (Giovanni Paolo II,
1982).
Per riconoscere Gesù eucaristico, centro vivo e unificante della vita della Chiesa, Giovanni Paolo II pubblica l’Enciclica Ecclesia de Eucharistia (17.4.2003) e al termine dell’anno del rosario proclama l’anno dell’Eucaristia, indicando con la Lettera apostolica Mane nobiscum Domine (7.10.2004) «alcune prospettive che possano aiutare tutti a convergere verso atteggiamenti illuminati e fecondi» (MND 10). Egli si augura che
Il primo legame tra l’Eucaristia e Maria è dato dal mistero dell’incarnazione,
perché proprio allora per opera dello Spirito santo Maria dona al Figlio
dell’Altissimo la natura umana, cioè il corpo e il sangue che egli offrirà
sulla Croce per la salvezza del mondo. Lo stesso corpo e lo stesso sangue
generati da maria verranno dati in cibo e bevanda ai fedeli
nell’Eucaristia. Perciò il Papa si prostra dinanzi al Figlio di Maria presente nel
sacramento dell’altare e lo adora con profonda fede e con vivo stupore: Lasciate,
miei carissimi fratelli e sorelle, che io renda con intimo trasporto, in
compagnia e a conforto della vostra fede, la mia testimonianza di fede nella
santissima Eucaristia: Ave, vero corpo nato da Maria Vergine, che davvero patì
e fu immolato sulla croce per l’uomo! (EE
59).
Ciò significa che non avremmo
l’Eucaristia senza Maria, perché fu sua Madre a dare a Gesù il corpo e il
sangue che egli avrebbe dato in cibo e bevanda ai suoi discepoli. Alle radici
del sacramento troviamo quindi la Vergine di Nazaret, che può ripetere le
parole della Sapienza, fatte proprie da Gesù: «Venite, mangiate il mio pane,
bevete il vino che io vi ho preparato» (Pr 9,5).
Il
secondo rapporto di Maria con l’Eucaristia «si può indirettamente delineare
a partire dal suo atteggiamento interiore» che è totalmente relazionale[1] alla persona di Cristo e ai suoi misteri,
quindi anche al massimo sacramento della sua presenza. Maria
è donna «eucaristica» con l’intera sua vita.
La Chiesa guardando a Maria come a suo modello, è chiamata a imitarla anche nel
suo rapporto con questo Mistero santissimo (EE 53).
Nel ritratto spirituale tracciato dagli evangelisti Luca e Giovanni,
Maria appare una donna profondamente religiosa, che accoglie con fede esemplare
la Parola di Dio ed è attenta a quanto avviene intorno al Figlio, conservando e
meditando tutto nel suo cuore (Gv 2,5; Lc 2,19.51). Quando avrà sentito che suo
Figlio parlava del pane di vita che egli avrebbe dato, la Vergine avrà captato
quelle parole misteriose e si sarà soffermata costantemente su di esse per
penetrarne il significato. Presente, come vedremo, all’ultima Cena, Maria
precede gli apostoli nella fede nel mistero eucaristico e dopo la pentecoste
partecipa con la comunità cristiana allo «spezzare il pane» con gioia e
semplicità di cuore (At
2,46).
Tutta la Chiesa è convocata «alla scuola di Maria donna eucaristica»
perché impari da lei le disposizioni e gli atteggiamenti da assumere nei
riguardi dell’Eucaristia.
Maria non è solo una donna della storia passata cui ispirarsi come ad un
modello da imitare. È una persona viva, che insieme a tutti i santi, ma a
titolo speciale interviene e intercede nella celebrazione
dell’Eucaristia: Perciò
non ci si deve meravigliare se in tutti i riti d’oriente e d’occidente
l’offerta dell’Eucaristia avviene in comunione con tutta la Chiesa celeste e
terrena, con tutti i suoi membri vivi e defunti. è
unanime in particolare il ricordo di Maria: Innanzitutto
è invocata la Madre di Dio e sempre Vergine Maria, perché la consacrazione che
ella fece di sé al Signore, è analoga alla consegna della nostra vita che si
rinnova sempre nel sacrificio eucaristico (XI Assemblea
del sinodo dei vescovi, L’Eucaristia. Lineamenta, 39). Come
si vede, abbiamo tutto da guadagnare «mettendoci alla scuola della Madre e
lasciandoci accompagnare da lei» (EE 57) per celebrare e vivere l’Eucaristia.
In una parola non c’è di meglio che lasciarci educare da Maria donna
eucaristica.
Abbreviazioni EE
Giovanni Paolo II, Enciclica
Ecclesia
de Eucharistia,
17.4.2003 MND Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Mane
nobiscum Domine, 7.10.2004
[1]
San Luigi Maria di Montfort (+1716), fondandosi sull’evento biblico della
visitazione (Lc 1,42-56), afferma: «Maria è tutta relativa a Dio, e
io la chiamerei benissimo l’essere relazionale a Dio, che non esiste se non in relazione a Dio,
o l’eco di Dio, che non dice e
non ripete se non Dio. Se tu dici Maria, ella ripete Dio. Santa Elisabetta
lodò Maria e la disse beata per aver creduto. Maria - l’eco fedele di Dio
- intonò: L’anima mia magnifica il
Signore. Ciò che Maria fece in quella occasione, lo ripete ogni giorno.
Quando è lodata, amata, onorata o riceve qualche cosa, Dio è lodato, Dio
è amato, Dio è onorato, Dio riceve per le mani di Maria e in Maria» (Trattato
della vera devozione a Maria, 225). P. Stefano De Fiores |