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2005: anno eucaristico

alla scuola di Maria donna eucaristica

 

 

 

Eucaristia-Maria:

un rapporto da ricomprendere

 

Solo dall’Eucaristia profondamente conosciuta, amata e vissuta si può attendere quell’unità nella verità e nella carità voluta da Cristo e propugnata dal Concilio Vaticano II (Giovanni Paolo II, 1982).

  Con queste parole il Papa avverte che la comunione ecclesiale si costruisce quotidianamente attorno all’Eucaristia, il grande sacramento da celebrare, vivere e contemplare.

      Per riconoscere Gesù eucaristico, centro vivo e unificante della vita della Chiesa, Giovanni Paolo II pubblica l’Enciclica Ecclesia de Eucharistia (17.4.2003) e al termine dell’anno del rosario proclama l’anno dell’Eucaristia, indicando con la Lettera apostolica Mane nobiscum Domine (7.10.2004) «alcune prospettive che possano aiutare tutti a convergere verso atteggiamenti illuminati e fecondi» (MND 10). 

Egli si augura che in quest’anno di grazia, sostenuta da Maria, la Chiesa ritrovi nuovo slancio per la sua missione e riconosca sempre più nell’Eucaristia la fonte e il vertice di tutta la sua vita (MND 31).

 Per realizzare questo scopo, la Chiesa trova un mirabile esempio ed un valido aiuto in Maria Madre di Gesù. In realtà,  se vogliamo riscoprire in tutta la sua ricchezza il rapporto intimo che lega Chiesa ed Eucaristia, non possiamo dimenticare Maria, Madre e modello della Chiesa. […] Maria ci può guidare verso il santissimo sacramento, perché ha con esso una relazione profonda (EE 53).  

 Possiamo trovare almeno tre legami, che dovremo poi sviluppare,  tra questi due grandi doni offerti dal Padre all’umanità in cammino: Cristo redentore presente nell’Eucaristia e Maria madre del Signore tutta proiettata verso di lui.

 

1. L’incarnazione fondamento della relazione tra l’Eucaristia e Maria

 

Il primo legame tra l’Eucaristia e Maria è dato dal mistero dell’incarnazione, perché proprio allora per opera dello Spirito santo Maria dona al Figlio dell’Altissimo la natura umana, cioè il corpo e il sangue che egli offrirà sulla Croce per la salvezza del mondo. Lo stesso corpo e lo stesso sangue generati da maria verranno dati in cibo e bevanda ai fedeli nell’Eucaristia.

Perciò il Papa si prostra dinanzi al Figlio di Maria presente nel sacramento dell’altare e lo adora con profonda fede e con vivo stupore:

 

Lasciate, miei carissimi fratelli e sorelle, che io renda con intimo trasporto, in compagnia e a conforto della vostra fede, la mia testimonianza di fede nella santissima Eucaristia: Ave, vero corpo nato da Maria Vergine, che davvero patì e fu immolato sulla croce per l’uomo! (EE 59).

 

      Ciò significa che non avremmo l’Eucaristia senza Maria, perché fu sua Madre a dare a Gesù il corpo e il sangue che egli avrebbe dato in cibo e bevanda ai suoi discepoli. Alle radici del sacramento troviamo quindi la Vergine di Nazaret, che può ripetere le parole della Sapienza, fatte proprie da Gesù: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io vi ho preparato» (Pr 9,5).  

 

2. Maria donna eucaristica

Il secondo rapporto di Maria con l’Eucaristia «si può indirettamente delineare a partire dal suo atteggiamento interiore» che è totalmente relazionale[1] alla persona di Cristo e ai suoi misteri, quindi anche al massimo sacramento della sua presenza. 

 

Maria è donna «eucaristica» con l’intera sua vita. La Chiesa guardando a Maria come a suo modello, è chiamata a imitarla anche nel suo rapporto con questo Mistero santissimo (EE 53).

 

        Nel ritratto spirituale tracciato dagli evangelisti Luca e Giovanni, Maria appare una donna profondamente religiosa, che accoglie con fede esemplare la Parola di Dio ed è attenta a quanto avviene intorno al Figlio, conservando e meditando tutto nel suo cuore (Gv 2,5; Lc 2,19.51). Quando avrà sentito che suo Figlio parlava del pane di vita che egli avrebbe dato, la Vergine avrà captato quelle parole misteriose e si sarà soffermata costantemente su di esse per penetrarne il significato. Presente, come vedremo, all’ultima Cena, Maria precede gli apostoli nella fede nel mistero eucaristico e dopo la pentecoste partecipa con la comunità cristiana allo «spezzare il pane» con gioia e semplicità di cuore (At 2,46).

        Tutta la Chiesa è convocata «alla scuola di Maria donna eucaristica» perché impari da lei le disposizioni e gli atteggiamenti da assumere nei riguardi dell’Eucaristia.

 

3. Maria presente nella celebrazione liturgica

 

      Maria non è solo una donna della storia passata cui ispirarsi come ad un modello da imitare. È una persona viva, che insieme a tutti i santi, ma a titolo speciale interviene e intercede nella celebrazione dell’Eucaristia:

 Maria è presente, con la Chiesa e come Madre della Chiesa, in ciascuna della nostre celebrazioni eucaristiche (EE 57).

 

Perciò non ci si deve meravigliare se in tutti i riti d’oriente e d’occidente l’offerta dell’Eucaristia avviene in comunione con tutta la Chiesa celeste e terrena, con tutti i suoi membri vivi e defunti. è unanime in particolare il ricordo di Maria:

 

Innanzitutto è invocata la Madre di Dio e sempre Vergine Maria, perché la consacrazione che ella fece di sé al Signore, è analoga alla consegna della nostra vita che si rinnova sempre nel sacrificio eucaristico (XI Assemblea del sinodo dei vescovi, L’Eucaristia. Lineamenta, 39).

 

Come si vede, abbiamo tutto da guadagnare «mettendoci alla scuola della Madre e lasciandoci accompagnare da lei» (EE 57) per celebrare e vivere l’Eucaristia. In una parola non c’è di meglio che lasciarci educare da Maria donna eucaristica.

 

Impegno di vita

Ripenserò agli intimi legami tra l’Eucaristia e Maria, facendomi accompagnare dalla Vergine nella celebrazione del mistero pasquale del Signore.

 

Invocazione

Maria, donna eucaristica, prega per noi!

 

 

Abbreviazioni

EE       Giovanni Paolo II, Enciclica Ecclesia de Eucharistia, 17.4.2003

MND  Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Mane nobiscum Domine, 7.10.2004


[1] San Luigi Maria di Montfort (+1716), fondandosi sull’evento biblico della visitazione (Lc 1,42-56), afferma: «Maria è tutta relativa a Dio, e io la chiamerei benissimo l’essere relazionale a Dio, che non esiste se non in relazione a Dio, o l’eco di Dio, che non dice e non ripete se non Dio. Se tu dici Maria, ella ripete Dio. Santa Elisabetta lodò Maria e la disse beata per aver creduto. Maria - l’eco fedele di Dio - intonò: L’anima mia magnifica il Signore. Ciò che Maria fece in quella occasione, lo ripete ogni giorno. Quando è lodata, amata, onorata o riceve qualche cosa, Dio è lodato, Dio è amato, Dio è onorato, Dio riceve per le mani di Maria e in Maria» (Trattato della vera devozione a Maria, 225).

P. Stefano De Fiores