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L’uomo è chiamato alla vera gioia.

Quella gioia che viene solo da Dio e non dalle varie bramosie di ricchezza, di carriera, di successo che ci vengono proposte dal mondo.

Ad alcuni pastori d’Israele, che vegliavano nella notte a guardia del gregge, un Angelo apparve e disse: “Non temete, perché, ecco, vi annunzio una grande gioia per tutto il popolo: oggi nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore che è il Cristo Signore”(Lc 2,10-11).

Con la nascita di Gesù è spuntata sulla terra la vera gioia. Molte lacrime sarebbero state raccolte; molti dolori sarebbero stati leniti; molti cuori avrebbero provato la consolazione.

“Non piangere” - dirà Gesù alla vedova di Naim - e le restituirà il figlio.

“Ho compassione di questa folla che mi segue”- dirà ancora il Figlio dell’uomo e moltiplicherà i pani per sfamare i corpi, simbolo della incessante moltiplicazione del pane Eucaristico, destinato a sfamare le anime.  Ai discepoli, tristi per la Sua partenza: “Non si turbi il vostro cuore né si sgomenti… Io vi rivedrò e il vostro cuore esulterà e nessuno potrà rapirvi la vostra gioia” (Gv 16,22).

San Paolo alla Comunità di Filippi raccomandava insistentemente: “Siate lieti, sempre, nel Signore; lo ripeto: siate lieti; la vostra gioia sia nota a tutti gli uomini: il Signore è vicino”.

La chiesa fa propria questa frase  che sintetizza il messaggio evangelico ed ogni anno nell’attesa del Natale la ripete a tutti i credenti. 

Ci chiediamo: dov’è il segreto della vera gioia? La risposta ce la danno i santi: San Francesco, Padre Pio, madre Teresa di Calcutta… il segreto consiste nel farsi possedere da Dio, cercare instancabilmente il  suo volto ed essere sempre pronti ad accogliere la sua volontà.

La gioia della Vergine santa è nel suo “SI” irrevocabile. Un “Si” che non conosce ritorno, ma che  è piena adesione a Dio, accettazione della Sua volontà e accoglienza responsabile del progetto del Padre.

Vogliamo anche noi guardare il dolce volto della Madonna, madre di Gesù e madre nostra, perché attraverso la Sua materna intercessione, ci aiuti a svuotare il nostro cuore e la nostra mente di tutto ciò che non è Dio, per dare spazio a Dio e all’Unigenito Suo figlio, che ci ha dato la gioia di essere suoi fratelli, e di averci consegnata sul calvario la Sua SS. Madre che è la madre di tutti i viventi e “causa della nostra letizia”.

Il Natale, portatore della vera gioia, c’invita a vivere da veri figli di Dio e ci sollecita a mettere in discussione le nostre fragili certezze, i nostri desideri reconditi e il nostro operato nel quotidiano.

A tutti voi, devoti della Madonna del Tindari,  voglio augurare di vivere sempre con questa gioia, che è dono dello Spirito e di accogliere il Signore che viene con cuore puro e umile.

Don Antonino Gregorio