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  la festa della Madonna

 

          Tutti gli anni, in occasione della Festa, sperimentiamo il significato del materno invito che si trova scritto nel pronao del Santuario: “venite, o figli, io sono la madre”.

Numerosissimi pellegrini sono accorsi la sera del 7 settembre a Tindari, con­vocati dalla Madre per mettersi alla sua scuola e poterla così scegliere come Madre e Maestra spirituale.

Quanti la sera del 7 settembre hanno preso parte alla processione, accompa­gnando l’immagine della Madonna dall’anfiteatro della Casa della Vita al Santuario. hanno pregato, cantato e presentato alla Bruna Madonnina le proprie ansie, speranze, preoccupazioni, desideri.

Per tutti la Madre celeste ha avuto una paro­la di consolazione e di speranza.

A tutti ha rinnovato l’invito di sempre: “fate tutto quello che il mio Figlio vi dirà” (cfr. Gv 2,5).

N ella mattina dell’ 8 settembre, presente il Nunzio Apostolico in Italia Mons. Paolo Romeo, nel corso del Solenne Pontificale, il Comune di Piraino ha offerto la lampada votiva che brillerà per tutto l’anno ai piedi del trono della Beata Vergine Tindaritana. Si tratta di un piccolo segno che vuole ricordare a tutti i pellegrini che visitano ogni giorno il Santuario l’insostituibile valore della perseveranza nella preghiera (cf Lc 21,36; Rm 12,12; Col 4,2).

Il bisogno di far festa, come si sa, è insito nel cuore di ogni persona umana. Facciamo festa inter­rompendo le nostre occupazioni quotidiane. La festa è momento di distensione, di gioia. Noi cri­stiani, però, abbiamo la fortuna di dare un significato splendido a questo naturale biso­gno di far festa. Ogni nostra festa, infatti, non è altro che la celebrazione della gioia che scaturisce dalla Pasqua del Signore. Ciò vale sempre, ma in modo particolare tutte le volte che celebriamo la Madre di Gesù “primizia e immagine della Chiesa”, “assunta nella gloria del cielo”, “mirabilmente unita al mistero della redenzione” e per questo motivo mirabile “segno di consolazione e di sicura speranza” per il popolo pellegrino verso il Regno.

I vari momenti della festa in onore della Beata Vergine del Tindari sono stati vissuti come un pressante invito a vivere la vita come un vero e proprio pellegrinaggio nella seguela di Gesù, l’unica vera «Via», per arrivare alla «Verità» e godere in eterno della pienezza della «Vita».

Don Enzo Smriglio

cattedrale @diocesipatti.it