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VESPRI D'ORGANO

 

 

In una bellissima giornata estiva sono partito in volo per la Sicilia, ammirando dall’alto la bellezza del paesaggio italiano e, in atterraggio, lo stretto e la città di Messina.

Un breve tratto in aliscafo, circondato dallo splendido mare siciliano, mi ha portato a Messina, accolto da Padre Smriglio , che con grande senso di ospitalità ha condiviso il viaggio verso Tindari.

Durante il tragitto in auto, uno scambio di opinioni sulla musica organistica e i concerti d’Organo ci ha trovato concordi su molti aspetti, in particolare sul rapporto del concertista con il pubblico e sulla scelta del programma musicale.

   Ho apprezzato molto l’attenzione e la sensibilità di Padre Smriglio verso la musica, un patrimonio dell’umanità di grandissimo valore, purtroppo trascurato nella nostra nazione, ma tenuto in vita grazie a valide iniziative promosse da appassionati: tra queste lodevoli iniziative si annoverano i Vespri d’Organo di Tindari, che promuovono la conoscenza della musica organistica e di questo strumento che esalta la dimensione spirituale dell’uomo.

Il viaggio prosegue e in lontananza appare già il Santuario, imponente, su una roccia a picco sul mare: una lunga salita ed ecco in tutta la sua magnificenza  il Santuario di Tindari.

Sono rimasto subito affascinato dall’atmosfera suggestiva del Santuario, dall’aspetto austero e misterioso della Madonna di Tindari, dalla calorosa accoglienza da parte di tutte le persone incontrate, dal canto dei pellegrini e dal suono dell’Organo: ogni cosa, qui, come in un incanto, scandisce lo scorrere del tempo in questo angolo di paradiso.

Padre Gregorio, che si è rivelato attento ascoltatore e conoscitore della musica organistica, mi ha mostrato il Santuario e narrato alcuni momenti salienti della sua storia; suor Maria si è resa disponibile come assistente al concerto, un aiuto importante e fondamentale svolto con grande competenza.

Il maestro Cannizzaro mi ha accompagnato all’Organo e ho iniziato il meticoloso lavoro di preparazione al concerto.

Sono entrato subito in sintonia con questo grande strumento dalle infinite risorse, ammirandone in particolare la potenza e la pienezza di suono di bassi e ripieni. Ma anche nelle sonorità più sommesse la resa è sempre straordinaria.

Nonostante la trasmissione elettrica di tastiera e pedaliera, il suono arriva con prontezza e decisione, qualità rara su strumenti a trasmissione elettrica di queste dimensioni.

Il momento del concerto rappresenta un’esperienza unica, un’emozione che si rinnova ogni volta: la maestosità dello strumento di Tindari, il repertorio eseguito, la cordialità del pubblico e l’attenzione degli organizzatori hanno reso questa esperienza ancor più gratificante.

Il ricordo di ogni concerto è ricco di particolari: il viaggio, l’incontro con le persone, la scoperta di un nuovo strumento; l’esperienza di Tindari è un tassello prezioso che si è indelebilmente aggiunto ai miei ricordi più belli.

M° Luciano Zecca