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ORDINAZIONE SACERDOTALE AL SANTUARIO

 

Cari amici lettori, in questi anni di seminario sono due le frasi tratte dalla parola di Dio che mi hanno accompagnato nel cammino di discernimento della vocazione. La prima è tratta dal profeta Geremia, dove Dio stesso dice: “Vi darò pastori secondo il mio cuore” (3,15); essa presenta il sacerdote come pastore che guida il popolo di Dio e il gregge affidatogli, prendendosi cura della pecorella inferma e andando in cerca di quella perduta. Così il sacerdote conduce i fedeli che la Provvidenza gli mette accanto verso una conoscenza più profonda del mistero di Dio, e questo lo fa con scienza e rettitudine.
Ogni sacerdote infatti viene ordinato per essere guida di un popolo che non gli
appartiene del tutto, ma che in fondo sente suo. La seconda frase, invece, è tratta dal vangelo di Giovanni, al capitolo 21, dove Gesù rivolgendosi a Pietro gli dice in modo imperativo: “Tu seguimi!”. Il seguire Cristo sulla via del sacerdozio l’ho percepito come un imperativo, non potevo più restare indifferente alla sua chiamata e nello stesso tempo la mia risposta non poteva essere rimandata oltre. Il quattro ottobre, nel Santuario della Madonna del Tindari, sono stato ordinato presbitero: non vi nascondo la gioia che ho provato quando il vescovo mi ha imposto le mani e ha invocato lo Spirito Santo su di me, e ancora nel momento in cui anche i sacerdoti presenti hanno ripetuto il gesto dell’imposizione delle mani.
La gioia e la commozione nei volti delle persone che in questi anni mi hanno
accompagnato con la preghiera rimane impressa nella mia mente. Ma il momento più intenso e carico di emozione è stato durante il canto delle litanie, quando prostrato a terra, ho offerto la mia vita a Dio e alla Chiesa. Non si è sacerdoti né per sé, né per la famiglia, ma si è sacerdoti per seguire e servire il Signore in questa missione, che penso di poter definire come una missione di amore.
Mi sembra giusto ringraziare in primo luogo sua Ecc.za Rev.ma Mons.
Vescovo, per il dono di un nuovo Presbitero, che ha fatto alla Chiesa; i formatori che mi hanno accompagnato in questo cammino; tutti i giovani che in questi anni hanno condiviso con me il cammino formativo; la mia famiglia che mi è stata sempre vicino in questi anni; ed infine mi sembra opportuno e doveroso ringraziare anche voi che seguite e sostenete la nostra Chiesa con la preghiera e la benevolenza: grazie dunque, cari amici lettori.

Don Carmelo Lipari