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XXV della Dedicazione del Nuovo Santuario (2/Continua)
Non la finiremo più se volessimo anche solo parlare dei fatti di rilievo
verificatisi nel Santuario di Tindari, ma accenniamo solo alla visita che il
Santo Padre Giovanni Paolo II f.r., il primo Papa della storia, vi fece il
Egli fu fatto sostare prima nella grande piazza, realizzata di proposito,
dedicata a Lui. A porgergli il saluto fu S.E. Mons. Carmelo Ferraro, allora
Vescovo di Patti, che gli presentò il cammino della Chiesa di Patti in
quegl’anni attorno ai tre grandi amori del cristiano: l’Eucaristia, la
Madonna, il Papa.
“Prese quindi la parola il Santo Padre per augurare a tutti buona
Domenica e per rivolgere a tutti la sua esortazione i cui punti salienti furono:
a
) la dimensione mariana della Chiesa di Patti;
b ) la casa della vita: una scommessa della civiltà della solidarietà; c
) l’impegno della Chiesa per risolvere i problemi del territorio; la
disoccupazione, soprattutto giovanile, l’agricoltura e il turismo; d
) l’impegno a mantenere l’identità cristiana nel cambiamento, per cui
l’attenzione alla santità che ha trovato nel passato tanti nobili esempi nei
santi della Chiesa locale di Patti e della Sicilia deve essere l’impegno di
tutti; e
) il ruolo educativo della famiglia; f
) il contributo dei gruppi, associazioni, movimenti alla crescita della nostra
Chiesa locale; g
) i giovani speranza e futuro della Chiesa. Il
Santo Padre si portò quindi al Santuario ove incontrò i sacerdoti, i
religiosi, i membri del quinto Sinodo diocesano sulla famiglia.
L’incontro fu pieno di calore, tanti si sono sporti per baciare la mano
al Vicario di Cristo, tanti cuori palpitavano con lui.
Egli, al termine rivolse la sua parola ai membri del V Sinodo diocesano
sulla famiglia per confermarli nell’impegno di camminare con Maria sulle vie
del Vangelo. (Bollettino della Diocesi di
Patti, Anno XXXIV, supplemento al n. Tra
i tantissimi avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del nostro Santuario
in questi
Il
Significativi i due gesti compiuti
da Mons. Zambito. Il
Inoltre il suo motto mariano “ Fatte quello che (Gesù) vi dirà” (Gv
2, 5) è l’auspicio più certo che il Santuario Mariano di Tindari costituirà,
come di fatto ha costituito, per il nuovo pastore il centro spirituale della
nostra comunità diocesana che costantemente vorrà trovarsi unita con Maria per
quel cammino che essa, docile allo Spirito Santo, vorrà percorrere in un
atteggiamento di piena e completa disponibilità all’adempimento della volontà
di Dio. (Periodico la Madonna del Tindari,
Anno XXXV°, nn.
In particolare S.E. Mons. Zambito, si è fortemente interessato a
riportare all’antico splendore la storica Statua della Madonna del Tindari,
che era ricoperta da un bellissimo manto ricamato a mano e da una corona
sovrapposta sul capo, ma che nascondeva la realtà di una Statua assai
fatiscente per la sua antichità.
Mons. Zambito amò affrontare con coraggio il problema e, dopo vari studi
condotti da esperti, dopo quasi un anno di lavoro, la Statua della Vergine fu
riportata alla sua origine. La Madonna si presenta a noi seduta, com’era nella
sua realtà originale: con il Bambino, dal volto di giovane maturo, seduto
benedicente sulle sue ginocchia, mentre il turbante di tipo orientale, prima
nascosto dalla corona sovrapposta, ora riportato all’originale, rimane tutto
in vista un tutt’uno col capo e il volto della Madonna.
Altre opere realizzatesi sotto il governo di Mons. Zambito sono le tre
vetrate: l’una, sullo sfondo generale del Santuario, che raffigura la
creazione; le altre due che si trovano nella crociera del Santuario, che
raffigurano: una la Crocifissione di Gesù, l’altra la Pentecoste.
Sarebbe impossibile dire in un semplice articolo quanto S.E. Mons.
Zambito ha fatto per il nuovo Santuario: le sue visite, le sue celebrazioni, i
suoi incontri, le sue realizzazioni per fare in modo che tutto potesse procedere
nel migliore modo. Qui ci limitiamo solo a dire che Egli non ha trascurato nulla
perché il Santuario di Tindari fosse un faro che illumina le anime e le
richiama alla Vergine Santissima perché in Lei, Madre e Sovrana dell’umanità,
possano trovare il porto sicuro ove approdare per ottenere la salvezza. Mons. Rosario Giordano
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