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XXV della Dedicazione del Nuovo Santuario

(2/Continua)

Il Papa a Tindari

     Non la finiremo più se volessimo anche solo parlare dei fatti di rilievo verificatisi nel Santuario di Tindari, ma accenniamo solo alla visita che il Santo Padre Giovanni Paolo II f.r., il primo Papa della storia, vi fece il 12 giugno dell’Anno Mariano 1988 .

     Egli fu fatto sostare prima nella grande piazza, realizzata di proposito, dedicata a Lui. A porgergli il saluto fu S.E. Mons. Carmelo Ferraro, allora Vescovo di Patti, che gli presentò il cammino della Chiesa di Patti in quegl’anni attorno ai tre grandi amori del cristiano: l’Eucaristia, la Madonna, il Papa.

     “Prese quindi la parola il Santo Padre per augurare a tutti buona Domenica e per rivolgere a tutti la sua esortazione i cui punti salienti furono:

a ) la dimensione mariana della Chiesa di Patti;

b ) la casa della vita: una scommessa della civiltà della solidarietà;

c ) l’impegno della Chiesa per risolvere i problemi del territorio; la disoccupazione, soprattutto giovanile, l’agricoltura e il turismo;

d ) l’impegno a mantenere l’identità cristiana nel cambiamento, per cui l’attenzione alla santità che ha trovato nel passato tanti nobili esempi nei santi della Chiesa locale di Patti e della Sicilia deve essere l’impegno di tutti;

e ) il ruolo educativo della famiglia;

f ) il contributo dei gruppi, associazioni, movimenti alla crescita della nostra Chiesa locale;

g ) i giovani speranza e futuro della Chiesa.

Il Santo Padre si portò quindi al Santuario ove incontrò i sacerdoti, i religiosi, i membri del quinto Sinodo diocesano sulla famiglia.

     L’incontro fu pieno di calore, tanti si sono sporti per baciare la mano al Vicario di Cristo, tanti cuori palpitavano con lui.

     Egli, al termine rivolse la sua parola ai membri del V Sinodo diocesano sulla famiglia per confermarli nell’impegno di camminare con Maria sulle vie del Vangelo. (Bollettino della Diocesi di Patti, Anno XXXIV, supplemento al n. 3 - 1988 “La Madonna del Tindari”, pp. 1 - 16 .).

Tra i tantissimi avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del nostro Santuario in questi 25 anni, abbiamo scelto questo che, senza dubbio, è il più importante.

 

S.E. Mons. Ignazio Zambito, Vescovo di Patti

     Il 12 maggio 1989 , l’Amministratore Diocesano, alle ore 12 , dava il lieto annunzio che Mons. Ignazio Zambito, del clero di Agrigento, era stato nominato Vescovo di Patti. Le campane del nostro Santuario hanno suonato a distesa per salutare con gioia il lieto evento.

Le preghiere che nel periodo della vacanza della sede erano state elevate pro ‘eligendo Episcopo’, hanno subito cominciato ad essere offerte per il Vescovo eletto Ignazio. Tale impegno di preghiera è divenuto più intenso nei giorni di preparazione alla sua Ordinazione Episcopale che ha avuto luogo nella Cattedrale di Agrigento il 29 giugno successivo e nell’attesa dell’inizio ufficiale del suo ministero pastorale che, con esultanza unanime, ha avuto luogo a Patti nella Piazza 25 aprile il 23 luglio successivo.

     Significativi i due gesti compiuti da Mons. Zambito. Il 31 maggio, Egli, in forma privata, è venuto al nostro Santuario di Tindari sicuramente per affidare la sua persona ed il suo ministero episcopale alla Vergine Santissima; successivamente, il 22 luglio, prima di iniziare solennemente il suo ministero pastorale in Patti, è venuto in forma officiale al nostro Santuario, significando con tale gesto che attingendo al Cuore Materno e Immacolato di Maria, Egli intendeva prendere le mosse per una apostolato efficace e fecondo di bene.

     Inoltre il suo motto mariano “ Fatte quello che (Gesù) vi dirà” (Gv 2, 5) è l’auspicio più certo che il Santuario Mariano di Tindari costituirà, come di fatto ha costituito, per il nuovo pastore il centro spirituale della nostra comunità diocesana che costantemente vorrà trovarsi unita con Maria per quel cammino che essa, docile allo Spirito Santo, vorrà percorrere in un atteggiamento di piena e completa disponibilità all’adempimento della volontà di Dio. (Periodico la Madonna del Tindari, Anno XXXV°, nn. 3 - 4 , maggio - agosto 1989 , pp .1 - 2 ).

     In particolare S.E. Mons. Zambito, si è fortemente interessato a riportare all’antico splendore la storica Statua della Madonna del Tindari, che era ricoperta da un bellissimo manto ricamato a mano e da una corona sovrapposta sul capo, ma che nascondeva la realtà di una Statua assai fatiscente per la sua antichità.

     Mons. Zambito amò affrontare con coraggio il problema e, dopo vari studi condotti da esperti, dopo quasi un anno di lavoro, la Statua della Vergine fu riportata alla sua origine. La Madonna si presenta a noi seduta, com’era nella sua realtà originale: con il Bambino, dal volto di giovane maturo, seduto benedicente sulle sue ginocchia, mentre il turbante di tipo orientale, prima nascosto dalla corona sovrapposta, ora riportato all’originale, rimane tutto in vista un tutt’uno col capo e il volto della Madonna.

     Altre opere realizzatesi sotto il governo di Mons. Zambito sono le tre vetrate: l’una, sullo sfondo generale del Santuario, che raffigura la creazione; le altre due che si trovano nella crociera del Santuario, che raffigurano: una la Crocifissione di Gesù, l’altra la Pentecoste.

     Sarebbe impossibile dire in un semplice articolo quanto S.E. Mons. Zambito ha fatto per il nuovo Santuario: le sue visite, le sue celebrazioni, i suoi incontri, le sue realizzazioni per fare in modo che tutto potesse procedere nel migliore modo. Qui ci limitiamo solo a dire che Egli non ha trascurato nulla perché il Santuario di Tindari fosse un faro che illumina le anime e le richiama alla Vergine Santissima perché in Lei, Madre e Sovrana dell’umanità, possano trovare il porto sicuro ove approdare per ottenere la salvezza.

Mons. Rosario Giordano