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Mostra fotografica sulla vita del Santuario
Non solo! La fotografia (così come i libri, gli eventi, il vissuto personale e la tradizione orale) può anche insegnarci la storia; infatti essa immortala il passato e, fermandolo, ci dà la possibilità di osservarlo, analizzarlo e capirlo. La foto diventa la testimone fedele del tempo trascorso; è un fantastico modo per ricordare a noi stessi e soprattutto alle generazioni future "come eravamo". La potenzialità intrinseca dell’immagine si svela
scorrendo le 73 fotografiche, che costituiscono la mostra fotografica sulla
storia del Santuario di Tindari, inaugurata il 16 aprile in occasione
del XV Colloquio Internazionale di Mariologia.
Le foto compongono un sempre più completo puzzle
informativo sul passato anche non recente e guidano il visitatore lungo un
percorso che, attraverso date significative, racconta volti, nomi, luoghi,
attività e parte della storia millenaria del Santuario della Bruna Madonna. Le prime fotografie descrivono l’aspetto del Santuario così
come si presentava prima delle demolizioni del 30 aprile 1936, riguardanti
l’intero complesso architettonico, ad esclusione dell’Antico Tempio Mariano
e di pochi ambienti attigui. Le altre foto rappresentano ed illustrano le varie fasi della
costruzione del nuovo Santuario, nonché l’operosità e il fervore spirituale
che hanno reso questo tempio vero catalizzatore diocesano e nazionale.
L’importanza dell’esposizione ha suggerito una attenta
cura nella scelta dei materiali, che per specifici requisiti rispondono non solo
ad esigenze estetiche, ma soprattutto pratiche. Le immagini hanno un formato
rettangolare di cm 80 x 60 su supporto “gatorfoam” leggero e plastificazione
“visorex” porosa, trasparente e
antiriflesso. Le fotografie esposte rappresentano, attraverso le immagini,
un documento utile per illustrare gli eventi; tuttavia esse non potranno dare
degna testimonianza della fede autentica e dell’amore filiare che hanno
condotto, negli anni, centinaia di migliaia di fedeli ai piedi della bruna e
bella Maria del Tindari.
Franco Brancatelli |