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Dalla
vita del Santuario: “Vi sono diversità di carismi, ma uno solo
è lo Spirito, vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore, vi
sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E
a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità
comune” (1 Cor. 12, 4-7).
Quanto S. Paolo scrive agli abitanti di Corinto sulla diversità di
manifestazione dei doni dello Spirito, diventa quasi palpabile quando si
partecipa ad un incontro di persone consacrate appartenenti a diversi Istituti
Religiosi: con la varietà di forma e di colore dell’abito, manifestano
infatti la diversità del carisma della propria comunità di appartenenza, e
nello stesso tempo testimoniano l’unità della Chiesa. Questa
esperienza è stata vissuta nel nostro Santuario il 2 febbraio u.s. in
occasione della Giornata della Vita Consacrata, dove si sono riuniti i
Religiosi e le Religiose della Diocesi di Patti. Questo convergere dai vari
luoghi della Diocesi al Santuario diventa ogni anno occasione preziosa per
prendere sempre più coscienza che - come ha scritto il Vescovo Mons. Ignazio
Zambito alle persone consacrate della Diocesi di Patti - “lo Spirito Santo
elargisce alla Chiesa la molteplicità dei carismi e ministeri e li elargisce
perchè essa possa manifestarsi al mondo come
‘segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il
genere umano’ (LG 1), e possa, altresì, portare a compimento la
missione evangelizzatrice perchè il mondo veda la luce (Lc 4,16)”.
Nell’ambito del cammino di rinnovamento che la nostra Diocesi da diversi
anni ha intrapreso, i Religiosi sono chiamati a mettere i propri doni,
comunitari e personali, a servizio della comunità. Il Vescovo ha chiesto
espressamente: collaborazione, con semplicità e generosità. “ Voi, in
misura varia, fate esperienza dei doni dello Spirito, della necessità di
tradurre le esigenze della comunione in comunità concrete, del bisogno che
hanno le persone e la società di conoscere Gesù col cuore, di sperimentare
che egli è l’unico Salvatore”. Alla
Vergine del Tindari, “castellana della
nostra Diocesi”, affidiamo il cammino di rinnovamento della chiesa
pattese; chiediamo la materna protezione, perchè ogni anima consacrata sappia
essere nel mondo ciò che è stata chiamata ad essere: “una predicazione
vivente e continua” della novità sconvolgente della salvezza operata da
Cristo. Sr. Maria Passarello
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